Contrade di Bucciano e Sant’Angelo

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Casali e contrade

Dopo l'anno mille nel territorio caiatino sorsero numerosi casali, composti da abitazioni rurali associati ad una piccola chiesa, senza carattere o funzione di centro. Questi nuclei abitati, collegati alle attività agricole a volte in continuità con insediamenti di epoca tardo antica, prendevano il nome di Cesarano, Castello delle Femmine, Ognissanti, Villa Sant'Angelo, Bucciano, Frustella. Di altri l'origine è da ascrivere alla presenza di di famiglie che, come vassalli o appartenenti al ceto militare, avevano ricevuto o acquistato un territorio insediandovisi direttamente o tramite contadini al loro servizio. Dalle famiglie Cicini, Egizi, Sparano, Homodei sorsero i casali dei Cicini, Frizzi, Sparani e Omodei. Della maggior parte dei casali non v’è più traccia, se non nella toponomastica locale, mentre sono ancora presenti i villaggi Cesarano e SS. Giovanni e Paolo, piccoli centri abitati, e le contrade di Bucciano con la chiesa di S.Maria del Rosario e di Sant'Angelo con la Cappella di S.Nicola.


Bucciano e la Chiesa di S. Maria del Rosario

Il territorio di Bucciano era posto lungo una diramazione della strada antica, probabilmente di origine romana che, costeggiando il Volturno, collegava una serie di insediamenti  agricoli attestati dalla presenza di  resti di antiche ville romane di epoca imperiale. Appare nei documenti ad inizio del 1200 con la chiesa dedicata a S.Maria. Nel 1326 la chiesa appare in un elenco di decime da versare a Roma come ecclesia S. Marie de Buciano con una tassa di 3 tarì.
La chiesa, prima unita a quella di SS. Giovanni e Paolo,  venne elevata a Parrocchia dal vescovo Acquaviva per maggior comodità degli abitanti raccogliendo anche i fedeli delle poche case sparse del territorio e della contrada di Pantaniello. Il casale era censito nel 1615 per 33 abitanti riuniti in 9 gruppi familiari.
Tra le molte chiese e cappelle rurali presenti nei confini dell'antico feudo di Caiazzo la chiesa di S.maria di Bucciano è l'unica, dal medioevo,  ad essere sopravvissuta ed aperta  al culto come chiesa consacrata (escludendo le frazioni di Cesarano e SS.Giovanni e Paolo) attestando sia la continuità abitativa e produttiva del luogo sia la disponibilità di rendite capaci di sostenere un sacerdote per gli uffici divini.


Sant'Angelo e la chiesa di S.Nicola

La località di S.Angelo, frequentata sin dal periodo Eneolitico, in epoca romana era attraversata dalla strada che congiungeva le città romane di Trebula e Cubulteria. Il venir meno degli insediamenti romani e le precarie condizioni di esistenza del periodo alto medioevale coincidono con lo spopolamento del territorio che torna ad essere luogo di passaggio abitato dopo l'anno mille trovandosi contiguo con al Monastero Benedettino di Monte Santa Croce e alle fortificazioni del Castello delle Femmine e di Castelluccio.
Nel 1205, in antiche pergamene, appare il loco Sancti Angeli Filiorum Landulfi poco distante dalla chiesa di  Sancti Angeli,  nel 1242 troviamo ancora l' ecclesie Sancti Angeli  in villa Sancti Angeli in loco ubi ad Castannetum.
Nel 1327, in un elenco di chiese della Diocesi che versavano le decime a Roma, troviamo le chiese di  S. Angeli de filiis Landenulfi e S. Nicolai de filiis Landenulfi che versavano reciprocamente 15 e 5 grana.
La presenza di bande di briganti nel corso del '500 e la peste del 1656 spopolarono nuovamente la contrada, con l'abbandono delle antiche chiese, e solo a metà '700 il territorio riprese ad essere frequentato stabilmente al punto che gli abitanti, lontani dal centro cittadino, con le loro oblazioni riedificarono una chiesa sotto il titolo di S.Nicola di Bari che venne posta sotto le dipendenze della Cattedrale di Caiazzo come chiesa coadiutoria.