Palazzo Mazziotti

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Palazzo Mazziotti, pur avendo subito numerosi rimaneggiamenti, è un imponente edificio del ‘400.
A testimoniarlo sono alcuni importanti elementi architettonici ed un’epigrafe murata nel suo atrio dedicata al vescovo caiatino Giuliano Mirto Frangipane, con la seguente iscrizione:

"IULIANUS MIRTEUS EPISCOPUS TROPIENSIS, OLIM CAJACENSIS, INVICTISSIMI ET SERENISSIMI DOMINI FERDINANDI DE ARAGONA SICILIAEQUE REGIS MAJOR CAPPELLANÙS ÈT COSILIARIUS, AC ALMI STUDII NEAPOLITANI GUBERNATOR – ANNO DOMINI MCCCCLXXXXII".

Il palazzo dai Mirto Frangipane passò poi, ad inizi del '600, in proprietà della Famiglia Mazziotti che da Capua si era stabilita a Caiazzo.

E’ da questa famiglia che il Palazzo prende l’attuale denominazione ed è probabilmente ad opera di Luigi Mazziotti, (1819-1867), avvocato e consigliere provinciale, che si deve l’inserimento del portale in pietra da taglio e la chiusura della loggia rinascimentale dell’attico. Nel 1902, alla morte di Angelina Maturi, vedova di Cesare Mazziotti, in adempimento alla volontà del marito, ultimo discendente della famiglia, dispose il lascito del palazzo in uno ad altre proprietà per la fondazione di un mendicicomio, opera che non venne peraltro mai realizzata, per cui i beni dei Mazziotti passarono alla Congregazione di Carità.

Con la riunificazione degli Istituti di Beneficenza l’immobile confluì nelle Opere Pie Riunite, da cui l’Amministrazione Comunale lo ha acquistato per destinarlo, insieme ad altri edifici contigui, a centro polifunzionale per le attività culturali ed espositive della Città.
Nel corso dei lavori di restauro, terminati nel 1999, sono emerse testimonianze  archeologiche appartenenti ai periodi sannita, romano, medioevale e architettoniche dal rinascimento al barocco.
Nel cortile di Palazzo Mazziotti è stato recuperato il piedistallo di una statua. L’ epigrafe  scolpita ricorda un monumento eretto a Quinto Gavio Fulvio Proculo patrono del Municipio Caiatino:

"Quinto Gavio Fulvio Proculo. Figlio di Quinto, nipote di Quinto, pronipote di Quinto, nipote in quarto grado di Quinto, della tribù Falerna, tribuno della VIII regione Augusta e Patrono del Municipio Caiatino, al quale i Decurioni, gli Augustali ed il popolo eressero un monumento. "

L’edificio si sviluppa su quattro livelli.

Pian terreno: androne, entrata androne cortile, cisterna con vera in pietra, fornaci forni, stalla e locali di deposito.

Primo piano: stanze dell’appartamento signorile.

Secondo piano: appartamenti destinati agli altri componenti la famiglia, loggia rinascimentale recuperata nel corso dei lavori di restauro.

Sottotetto: occupa parte della superficie del Palazzo, in cui sono state recuperate e sistemate a vista le antiche capriate.

Attualmente il Palazzo ospita:

Al piano terra: il Museo Kere

Al primo piano: la sala convegni con uffici.

Al secondo piano: la Biblioteca Comunale.

Al terzo piano: l'Archivio Storico Comunale
che conserva la memoria storica della Città
con documenti a partire da fine '700.

Esternamente, negli spazi del vecchio giardino annesso al Palazzo, è stata ricavata una piazza che in parte ricopre l’area archeologica emersa nel corso dei lavori di restauro, ove sono presenti resti di edifici di epoca romana e medioevale.

Un ponte realizzato con struttura reticolare metallica, scavalcando vico Sanseverino, collega il secondo piano con un edificio non già appartenente ai Mazziotti, adibito a galleria espositiva nella parte superiore e a tatro, intitolato a Giuseppe Jovinelli, al pianterreno. In vico Sanseverino si trova un monumento dedicato al Petit Prince realizzato dal Maestro Renzogallo nell'ambito delle manifestazioni organizzate a Caiazzo per  il centenario della nascita di Antoine de Saint-Exupéry, autore dell'omonimo libro.   Questo spazio, pensato come cerniera di congiunzione tra le varie articolazioni della struttura, collega nel contempo l’area espositivo-teatrale a quella del Palazzo.