19-21 settembre 1860 – La Battaglia di Caiazzo

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Il giorno 8 settembre 1860 arrivarono in Caiazzo le truppe napoletane comandate dal Generale Palmieri.
Per quella data il Consiglio Comunale era stato convocato per esprimere l'atto diadesione all' unità d' Italia ma, dati gli eventi, non venne effettuato.
Il Generale Palmieri, nel giorno seguente, fece bruciare le scafe del Volturno per impedire ogni comunicazione coi paesi della sponda sinistra del fiume. Poco dopo Palmieri fu richiamato e il comando fu assunto dal Tenente Colonnello Ferdinando La Rosa. Il 16 settembre, eccitati dai soldati, vari cittadini assalirono e depredarono il corpo della Guardia Nazionale.Il 18 vi fu il disarmo generale e le armi furono portate a Capua.
Verso sera le truppe borboniche lasciarono Caiazzo fermandosi nel villaggio di Piana, anticamente Piana di Caiazzo, oggi Piana di Monte Verna).
Il mattino del 19 le campane diedero l'allarme e la popolazione, devota al Re, armatisi alla meglio accorse verso la porta meridionale della città, ma si fermarono perché un battaglione di volontari Garibaldini, sotto il comando di Giambattista Cattabeni, guadato il Volturno presso Limatola, saliva verso Caiazzo. Le vie furono disertate, le case e le botteghe chiuse.
Poco dopo i Garibaldini furono assaliti da due compagnie di Cacciatori napoletani dalla strada che portava verso la pianura, ma dopo circa mezz' ora di combattimento ebbero la meglio ed entrarono in città al grido di " Viva Garibaldi."
Il Cattabeni chiese aiuti da Maddaloni e la sera del 20 arrivò il terzo battaglione della Brigata Medici, sotto il comando del maggiore Vocchieri. Furono barricate le quattro porte della città ed alcune via principali, fortificando in modo speciale la barricata di Portavetere.
Il 21 altri duecento Garibaldini vennero in rinforzo del Cattabeni, il quale aveva in tutto 1200 uomini.
Dopo il mezzogiorno Caiazzo fu assalita dalle truppe regie. Nel primo attacco presso il convento dei Cappuccini, cadde ferito mortalmente il colonnello La Rosa, che fu trasportato a Capua, dove mori la notte del 23 setttembre. Vi fu un istante di tregua ma subito ripresero i combattimenti. Frattanto giunsero in aiuto dei Borbonici il generale Ritucci ed i Principi Reali, Conte di Trani e di Caserta. Caiazzo fu assalita da tre lati: dalla collina di sinistra, dalla destra e dalla strada rotabile. La lotta fu terribile, specialmente nell' assalto alla prima barricata di Porta Vetere. La fanteria e la cavalleria napoletana retrocessero tre volte: ma sotto la spinta della promessa del bottino presero la città al grido di " Viva il Re ". Il Cattabeni ferito si rifugiò nell' Episcopio, dove il Vescovo Luigi Riccio lo accolse amorevolmente e gli salvò la vita interponendosi tra lui e un soldato regio, che ferì con una baionetta il Cattabeni, già sanguinante per altre ferite ricevute. Tutti i Garibaldini rimasti in città furono prigionieri del Capitano Afan de Rivera.
Il Vocchieri con circa 500 volontari cercò fuggire, riguadando il fiume presso Limatola; ma molti annegarono. La battaglia era durata circa quattro ore: i Garibaldini perderono le armi e due bandiere; ebbero più di 300 morti, circa 100 feriti e più di 200 prigionieri, che furono condotti a Capua. I Borbonici ebbero 200 morti e più di 100 feriti.
La città fu saccheggiata dai soldati napoletani e dai popolani fedeli ai Borboni al grido di " Viva il Re." Molte case furono incendiate tra cui anche l'Archivio comunale. Il cappellano militare dell'esercito borbonico Giuseppe Buttà scrisse: " Io che entrai in quella città ( Caiazzo) la stessa sera del 21 settembre, ne provai maraviglia e ribrezzo." Il 21 ottobre le truppe Borboniche ripartirono ed il 25 settembre le truppe piemontesi giunsero a Caiazzo comandate dai generali Della Rocca, De Sonnaz, Menabrea, Brignone. Ai primi di novembre, non essendovi piú truppe a Caiazzo, venne una compagnia di Guardie mobili da Nola e la città dovette subire un secondo saccheggio. Furono arrestati molti caiatini che vennero detenuti nel Seminario e poi, in parte, condannati ma molti dei saccheggiatori rimasero impuniti.


Le Fonti sulla Battaglia del Volturno ed i Combattimenti di Caiazzo sono numerose. Ne riportiamo alcune delle più recenti disponibili on line.

Link

G. Di Lorenzo. Trascrizioni di Fonti sulla Batteglia del Volturno:
la Campagna di Caiazzo, Rivista di Terra di Lavoro, Archivio di Stato di Caserta, 2015